LO SMONTAGGIO DEL PONTE MORANDI CON MEZZI DI SOLLEVAMENTO (Costruzioni Metalliche, n. 6/2019)

Ing. Loris Giovannini
Engineering Director, Fagioli S.p.A. – S.Ilario d’Enza (RE) – ITALY

Gli interventi di demolizione di strutture complesse richiedono un impegno progettuale notevole, perché spesso ci si confronta con manufatti concepiti molti anni fa con normative differenti rispetto alle attuali, caratteristiche dei materiali specifiche dell’epoca e uno stato di conservazione delle opere non sempre ottimale. Il caso particolare della demolizione del viadotto Polcevera, una delle massime espressioni della capacità progettuale dell’ingegneria italiana nel campo delle strutture in cemento armato precompresso, riguarda un’opera estremamente resistente, concepita per sopportare carichi elevati, ma allo stesso tempo intrinsecamente fragile. Questa fragilità, dovuta agli schemi strutturali adottati dall’Ing. Riccardo Morandi, si è manifestata in modo nefasto con il crollo parziale della struttura avvenuto il 14 Agosto 2018 determinando nelle strutture superstiti una situazione di equilibrio statico anomalo e potenzialmente a rischio. Conseguentemente, la procedura adottata per la decostruzione e lo smontaggio di tale manufatto ha dovuto considerare fasi propedeutiche di messa in sicurezza e di test funzionali delle strutture residue per garantire che in ogni istante le lavorazioni avvenissero in condizioni di massima sicurezza e stabilità. Le attività di smontaggio sono iniziate il giorno 8 Febbraio 2019 e si sono concluse il 31 Luglio 2019, con un susseguirsi di lavori compresi in una finestra temporale continuativa di soli 168 giorni, che ha visto le Imprese esecutrici riunite in ATI, Omini SPA, Fagioli SPA, IREOS SPA e IPE Progetti srl, collaborare a stretto contatto con un forte spirito collaborativo, in un cantiere la cui complessità di carattere progettuale e operativa è stata, a detta di tutti, eccezionale e unica al mondo, in considerazione anche del difficile e impegnativo cronoprogramma imposto delle Amministrazioni. La volontà, infatti, di restituire alla città di Genova un ponte nuovo il prima possibile ha richiesto uno sforzo notevole già a partire dalla demolizione delle parti sopravvissute al crollo del Ponte Morandi. Il presente articolo descrive, in particolare, le attività ingegneristiche di home office e le operazioni eseguite in cantiere dall’azienda Fagioli la quale, con il suo know how ingegneristico e con le sue attrezzature, ha contribuito fortemente alle attività di smontaggio del Ponte.

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