RELAZIONE A INVITO DI APERTURA DEL XXVIII CONGRESSO CTA – Francavilla al Mare – 29/9/2022

Prof. Ing. Claudio Bernuzzi
Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito- Politecnico di Milano

Presento in forma scritta la mia relazione di apertura del XXVIII Congresso del CTA. Per motivi editoriali ho dovuto ridurre il numero delle figure, ma non i contenuti, rispetto a quanto presentato in sala. Il tempo concessomi per il discorso di Francavilla mi ha obbligato a brevi tagli del discorso proposto rispetto a quanto precedentemente preparato a tavolino. Approfitto di questa memoria scritta per inserire il discorso esteso.

1. Premessa introduttiva
Signor Presidente, Tecnici dell’Acciaio, buongiorno a Voi e a tutti i presenti in sala. È un gran privilegio essere qui al CTA, e per la 18° volta di seguito! La prima fu nell’87 a Trieste! E poi ho avuto il piacere di partecipare a tutti gli altri congressi: Isola di Capri (‘89), Abano Terme (‘91), Viareggio (‘93), Riva del Garda (‘95), Ancona (‘97), Napoli (‘99), Venezia (‘01), Genova (‘03), Ischia (‘05), Catania (‘07), Padova (‘09), Ischia (‘11), Torino (‘13), Salerno (‘15), Venezia (‘17) e infine Bologna (‘19). Sono ben vecchio, o meglio sono ben diversamente giovane, come dall’evidenza fotografica della figura 1.
Questa volta ho anche l’onore e l’onere di proporVi la relazione di apertura del nostro prestigioso Congresso. Sarà, come vedrete, ben diversa da quelle meravigliose dei miei illustri e brillanti predecessori. L‘amico Presidente, il prof. ing. Vincenzo Piluso, mi ha invitato concedendomi la scelta del tema con il quale tediarvi. Il titolo di questa mia relazione Strutture di acciaio: il sogno della ricerca e la realtà della progettazione è sicuramente roboante e molto attractive. Sulla base di un’esperienza che, seppure modesta, dura da almeno 7 lustri, vorrei parlare un po’ dei mondi del nostro Collegio dei Tecnici dell’Acciaio, il nostro CTA, di come erano prima e di come si sono oggi trasformati.
Come si progettavano e realizzavano le strutture del passato? Molte di queste esistono ancora e sono pienamente in funzione (figura 2). Gli Ingegneri, gli Architetti, i Costruttori, le Officine e le Maestranze di quei tempi non erano proprio così male, se paragonati a noi, anzi! Tipicamente per le strutture metalliche si faceva, quando possibile, riferimento allo schema di telaio pendolare e per le travature reticolari si usavano le tecniche della statica grafica. Il metodo degli spostamenti [1] veniva usato solo nel caso di un numero molto ridotto di incognite, a causa delle difficoltà nel risolvere a mano il sistema algebrico lineare associato al metodo stesso. Nei grandi studi di progettazione c’era il Crossista, che non era un centauro appassionato di fuoristrada, ma un abile tecnico esperto nel determinare le azioni interne con procedure iterative […]

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