Prof. Ing. Giuseppe Campione
Ph.D, Prof. Ordinario Tecnica delle Costruzioni, Dipartimento di Ingegneria – Università di Palermo
Il presente articolo riferisce sulle verifiche statiche sulla cupola del Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo condotte secondo le attuali norme in vigore Italia. Dopo una sintetica descrizione delle caratteristiche costruttive dell’edificio e la presentazione dei risultati di prove di caratterizzazione dell’acciaio costituente le strutture della cupola oggetto di una precedente memoria di Scibilia e Scibilia (2011), si fa un breve cenno sulle verifiche statiche già eseguite nel 2012 dal CIDIS (Centro Interdipartimentale di Ricerca Dinamica Sperimentale) di cui anche lo scrivente faceva parte e si presentano quindi i risultati delle verifiche condotte alla luce della normativa vigente e sulla base del livello di conoscenza raggiunto con i dati disponibili. I risultati ottenuti in termini di caratteristiche di sollecitazione ricalcano perfettamente quelli già ottenuti dal CIDIS ed prima ancora quelli ottenuti dallo stesso progettista Arch. Giovani Battista Basile nel 1800 circa. La cupola del Teatro Massimo verifica staticamente secondo l’attuale normativa Italiana sulle costruzioni (NTC) del 2018 anche con riferimento ai problemi di stabilita dell’equilibrio ed alla verifica delle unioni di forza chiodate e sotto l’effetto combinato del vento con carichi termici e nell’ ipotesi, rilevata sperimentalmente da Di Paola et al. (2012), di non funzionamento dei vincoli esterni.

2. LE STRUTTURE DEL TEATRO MASSIMO
Come riportato nella nota di Scibilia e Scibilia (2011) la struttura portante verticale del teatro è costituita prevalentemente da conci di calcarenite conchiliare compatta, accuratamente lavorati, lasciati a faccia vista lungo i paramenti esterni, ed in parte da pietrame calcareo e da mattoni pieni. Le fondazioni sono dirette, ed impostate a quote diverse in relazione alla profondità variabile del terreno compatto ed alla presenza di un antico fossato che perimetrava le mura della città (figura 3). In relazione ai notevoli carichi trasmessi dalle strutture in elevazione si rese necessario in corrispondenza dei maschi murari più sollecitati approfondire il piano di posa delle fondazioni fino a circa 11 m dal piano di campagna, operando alla presenza di falda ed eseguendo il prosciugamento degli scavi per mezzo d’apposite pompe fornite dalla Fonderia Oretea, che aveva anche realizzato per l’impresa appaltatrice una potente gru per il sollevamento dei blocchi di muratura. Dalla relazione geologica redatta dal dott. Pietro Todaro nel 1986 si è rilevato, a mezzo di cinque sondaggi trivellati e due pozzi in adiacenza alle murature del palcoscenico, che al di sotto di uno strato di riporto si rinvengono calcareniti a grana fine, di colore giallastro, mediamente cementate, impostate su una formazione di argille brecciate degradate. Le prove di caratterizzazione delle calcareniti hanno indicato un peso dell’unità di volume di 18,3 kN/m3, coesione nulla, angolo di resistenza al taglio di 34° e resistenza a compressione di 0,49 MPa. Sulle argille brecciate aventi un peso di unita volume di 20,3 kN/m3 sono state eseguite prove di taglio non consolidata non drenata con resistenza al taglio 90 kN/m2 ed angolo odi attrito 300 e consolidata drenata con resistenza al taglio 30 kN/m2 ed angolo di attrito 370. […]
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