Maria Maglio1, Rosario Montuori1, Elide Nastri1, Vincenzo Piluso1, Atsushi Sato2
1Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Ingegneria Civile, Italia
2Nagoya Institute of Technology, Department of Architectural, Civil Engineering and Industrial Management Engineering, Giappone

 

Nel corso degli anni, sia il Giappone che l’Europa sono stati colpiti da terremoti devastanti che hanno distrutto edificiprogettati secondo normative obsolete e meno restrittive. Questi eventi ricorrenti hanno spinto allo sviluppo di nuove normative sismiche a cui i progettisti devono attenersi nella realizzazione di nuovi edifici. Comprendere le differenze negli approcci alla progettazione sismica risulta di grande interesse per i ricercatori europei, che tendono a fare riferimento principalmente alla pratica statunitense. Il presente articolo fornisce un’analisi dettagliata delle prescrizioni normative e delle pratiche di progettazione sismica per i telai in acciaio in Giappone e in Europa. L’attenzione è focalizzata sulla classe di duttilità più elevata (DC3) dell’Eurocodice 8 e sulla procedura “Route 3” della normativa giapponese. In Europa, la progettazione parte principalmente dai requisiti di verifica allo Stato Limite Ultimo (SLU), mentre le verifiche di esercizio vengono eseguite successivamente. In Giappone, invece, la progettazione inizia con le verifiche di esercizio – con il controllo delle tensioni e degli spostamenti di interpiano (drift) – seguite dall’analisi del comportamento plastico, con la verifica dei criteri di gerarchia delle resistenze e il calcolo del fattore di riduzione (Ds), che tiene conto della duttilità, specifico per ogni piano. Inoltre, emergono differenze significative riguardo alla definizione del fattore di comportamento. L’Eurocodice definisce il fattore di comportamento (q) come il prodotto tra sovraresistenza (qs), ridondanza (qR) e duttilità (qD), assegnando un unico valore all’intera struttura. In Giappone, il fattore Ds si concentra esclusivamente sulla duttilità e corrisponde al reciproco della componente del fattore di comportamento legata alla duttilità (Ds = 1⁄qD ). Infine, sebbene le raccomandazioni europee tengano esplicitamente conto degli effetti del secondo ordine, tali effetti non sono esplicitamente considerati nella normativa giapponese.

 

1. INTRODUZIONE
L’Europa e il Giappone hanno una lunga storia di disastri sismici causati da terremoti di notevole intensità. Il Giappone, situato lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, è uno dei Paesi sismicamente più attivi al mondo e registra quasi 1500 terremoti ogni anno, sebbene molti di essi siano impercettibili [1]-[2]. Questa intensa attività sismica ha influenzato profondamente lo sviluppo delle normative sismiche per le costruzioni nel Paese.
Anche l’Europa è stata colpita da eventi sismici significativi, in particolare nei Paesi situati lungo zone tettoniche attive come Italia, Grecia, Turchia e Romania. Sebbene l’attività sismica in Europa sia generalmente inferiore rispetto a quella del Giappone, terremoti distruttivi hanno storicamente colpito regioni come l’Europa meridionale e il Mediterraneo orientale [3]-[4].
La progettazione strutturale deve attenersi alle prescrizioni stabilite dalle normative sismiche nazionali. Ogni Paese ha sviluppato i propri standard e codici, adattati alle specifiche caratteristiche sismiche del proprio territorio. I Paesi europei seguono le linee guida emanate dal Comitato Europeo di Normazione (CEN), cosicché la normativa di riferimento è la EN 1998 (Eurocodice 8) [5]. I principi alla base si fondano su criteri prestazionali che variano in funzione dell’intensità del terremoto [6]-[7]. In Giappone, organizzazioni come la Japan Society of Civil Engineers (JSCE) e l’Architectural Institute of Japan (AIJ) svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo degli standard di progettazione antisismica. La normativa giapponese di riferimento è la Building Standard Law (BSL) [8], che riflette un approccio conservativo e rigoroso volto a minimizzare il rischio sismico, alla luce della frequente esposizione del Paese a gravi eventi sismici. […]

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