Fabrizio Ascione, Elena Mele
University of Naples Federico II, Department of Structures for Engineering and Architecture, Umberto I street, 40, 80138 Naples, Italy
Carmine Galasso
University College London, Department of Civil, Environmental and Geomatic Engineering, Gower Street, London WC1E 6BT, United Kingdom

Il riuso dell’acciaio strutturale rappresenta una grande opportunità per ridurre l’impatto ambientale del settore delle costruzioni. Tuttavia gli elementi in acciaio di edifici dismessi sono prevalentemente destinati al riciclo, piuttosto che al riuso diretto. Sebbene le tecnologie di produzione dell’acciaio si stiano progressivamente orientando verso processi a minore intensità di carbonio, il riuso diretto dei componenti strutturali può già garantire significativi benefici ambientali. Il riuso dell’acciaio strutturale è tuttavia ancora limitato da ostacoli di natura tecnica, normativa e logistica. Il presente lavoro analizza le principali esigenze informative e le problematiche decisionali connesse alla transizione dalla demolizione convenzionale a una dismissione orientata al riuso dell’acciaio. Particolare attenzione è rivolta agli edifici industriali italiani con struttura in acciaio, dai quali, al termine della vita utile, possono essere recuperate grandi quantità di elementi potenzialmente riutilizzabili. Gli approcci orientati al riuso richiedono l’integrazione di diverse fasi, tra cui il rilievo preliminare della struttura donatrice, l’identificazione degli elementi, la valutazione delle proprietà geometriche e meccaniche residue, l’analisi dei fenomeni di degrado, la selezione delle strategie di decostruzione e la considerazione della variabilità dello stock, della fattibilità economica e delle implicazioni ambientali. Viene proposto un percorso decisionale concettuale finalizzato a supportare la valutazione dell’opportunità di destinare l’acciaio recuperato al riuso,al riciclo oppure a strategie ibride. Il lavoro definisce, inoltre, i principali requisiti per lo sviluppo futuro di strumenti di progettazione strutturale circolare.

1. INTRODUZIONE
La riduzione del consumo di risorse e delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) rappresenta una delle principali sfide per il settore edilizio e delle costruzioni, responsabile di una quota rilevante degli impatti ambientali globali e di circa il 37% delle emissioni mondiali di CO2 [1]. In tale contesto, le strategie di economia circolare hanno ricevuto un’attenzione crescente, poiché mirano a preservare il valore dei materiali e dei componenti già incorporati nell’ambiente costruito [2]. Gli edifici giunti al termine della propria vita utile, o già dismessi, dovrebbero pertanto essere considerati come potenziali miniere urbane. Tale prospettiva, tuttavia, non dovrebbe essere limitata all’estrazione di materiali da sottoporre a nuovi processi produttivi mediante riciclo. In molti casi, infatti, gli edifici esistenti possono contenere componenti direttamente riutilizzabili, a condizione che ne siano adeguatamente valutati la geometria, lo stato di conservazione e l’affidabilità strutturale. Studi recenti sull’analisi degli stock di materiali hanno evidenziato che grandi quantità di materiali da costruzione sono già immagazzinate negli edifici e nelle infrastrutture esistenti [3]. Approcci bottom-up, basati su sistemi informativi geografici, su archetipi edilizi o sull’analisi dei dati sono sempre più utilizzati per stimare la quantità, la localizzazione, l’età e la composizione di tali stock a differenti scale territoriali [4]. Questa opportunità assume particolare rilevanza per le strutture in acciaio, generalmente costituite da elementi assemblati mediante collegamenti meccanici, spesso bullonati, facilmente smontabili. La disponibilità di materiali nell’ambiente costruito, tuttavia, non si traduce automaticamente in un’effettiva possibilità di riuso. […]

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