Arch. Sara Michelotti, Arch. Mattia Borrione
Politecnico di Milano, Department of Architecture, Built environment and Construction engineering (DABC), Milano, Italia
Politecnico di Genova, Dipartimento Architettura e Design (DAD), Genova, Italia
La Veliera è un dispositivo architettonico e urbano che ombreggia lo spazio di cerniera tra la città e il porto di Durazzo, assumendo il ruolo di nodo di ricomposizione dei flussi pedonali e carrabili. La copertura quadrilatera, sospesa su quattro puntoni in acciaio stabilizzati da tiranti, definisce un nuovo spazio pubblico sopraelevato. All’ombra nasce una piazza che orienta i percorsi e riconverte un nodo infrastrutturale in luogo di relazione. La doppia curvatura, l’oculo centrale e il bordo assottigliato traducono il principio di equilibrio tra massa e leggerezza, in cui una pelle lapidea composita opera come membrana e si integra con una struttura metallica capace di governarne geometria e stabilità. L’intervento reinterpreta la soglia città–porto riconvertendo il nodo infrastrutturale in spazio di relazione.
LEGGERO E MASSIVO
La Veliera, progettata da Archea Associati, configura un nuovo spazio pubblico della città posto sulla soglia d’ingresso al porto (figure 2 e 3), lungo l’asse urbano nord–sud che connette il centro storico al mare e che struttura la sequenza urbana che accompagna all’acqua. In questo punto, per decenni, l’infrastruttura viaria ha agito come una soglia discontinua, interrompendo la continuità del flusso urbano e marcando il passaggio verso un diverso regime spaziale e amministrativo.
Già il piano regolatore degli anni Quaranta aveva riconosciuto il potenziale di questo varco come piazza di accesso, allineata al boulevard principale. La Veliera rilegge tale strategia e ricompone la continuità urbana trasformando lo snodo veicolare in uno spazio civico unitario attraverso una grande copertura sospesa.
La struttura mette in scena il tema della soglia città–porto mediante una geometria concava che, grazie alle dimensioni della vela, pari a quasi 1500 m², offre alla città una superficie coperta interamente pedonale.
Le forme evocative richiamano il contrasto tra leggerezza e massività, attivando un paradosso architettonico: una pelle lapidea, materiale tradizionalmente pesante, è trattata come membrana e sospesa su quattro puntoni in acciaio (figura 4), stabilizzati da coppie di tiranti che richiamano le sartie dei velieri. […]
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