Ing. Simona Limonta, Ing. Paolo Giussani, Prof. Ing. Paolo Rigone
Studio di Ingegneria Rigone, Milano

Il patrimonio edilizio italiano è costituito prevalentemente da edifici esistenti che, nella maggior parte dei casi, presentano caratteristiche tecnologiche e prestazioni energetiche non allineate agli attuali standard. Il recente aggiornamento del quadro normativo Europeo, nel contesto della decarbonizzazione dell’ambiente costruito, fissa obiettivi sempre più stringenti, prevedendo in sintesi che, a partire dal 2030 e progressivamente entro il 2050, tutti gli edifici siano a energia quasi zero. In questo scenario, la riqualificazione del parco immobiliare esistente assume un ruolo centrale e prioritario.
Dopo un inquadramento del patrimonio edilizio nazionale e del principale quadro normativo di riferimento, il presente contributo indaga il potenziale di soluzioni innovative e prefabbricate per la riqualificazione delle facciate esistenti. L’impiego di sistemi industrializzati consente, infatti, una significativa riduzione dei tempi di intervento e, su larga scala, dei costi complessivi, garantendo al contempo elevate prestazioni energetiche ed un miglioramento della qualità architettonica. In particolare, l’articolo approfondisce le soluzioni a secco con telaio e sottostruttura di tipo metallico, illustrando le principali tecnologie oggigiorno disponibili. Successivamente, vengono descritte le fasi del processo, dal rilievo alla digitalizzazione e dalla progettazione alla realizzazione di una facciata prefabbricata applicata a edifici esistenti, con particolare attenzione agli aspetti prestazionali, costruttivi e di integrazione con il supporto esistente. L’efficacia di una delle tecnologie analizzate è, infine, valutata attraverso l’applicazione a un caso studio di dimensioni al vero.

1. INTRODUZIONE E CONTESTO DI RIFERIMENTO
Il patrimonio edilizio italiano è estremamente ampio e variegato, risultato di cambiamenti storici, culturali e costruttivi che si sono susseguiti nel tempo. Accanto a costruzioni di valore storico e monumentale, sono presenti numerosi edifici residenziali e produttivi realizzati soprattutto nel secondo dopoguerra. Una parte significativa di questo patrimonio risulta oggi “obsoleta” dal punto di vista strutturale, energetico e funzionale.
Secondo i dati disponibili al 2021, in Italia ci sono circa 13,5 milioni di edifici, dei quali il 92% è ad uso residenziale. Dal punto di vista delle prestazioni energetiche, ENEA stima che quasi il 90% degli edifici residenziali si trovi nelle classi energetiche D o inferiori. Questo dato è comprensibile se si considera che oltre il 50% del parco edilizio nazionale è stato realizzato prima del 1970, e quindi precedentemente all’entrata in vigore della prima legge sul risparmio energetico (L. 373 del 30/07/1976). Secondo gli studi, le nuove costruzioni si concentrano maggiormente nelle aree meno sature dal punto di vista urbanistico. La riqualificazione del patrimonio edilizio riveste, quindi, un ruolo fondamentale sia nell’ottica di limitare il consumo di suolo, sia di ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2. […]

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